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Lavorare con Intelligenza Emotiva: Come inventare un nuovo rapporto con il lavoro

15/03/2012

Per alcuni è difficile trovare lavoro ma esiste il lato opposto di quelli che hanno il problema di “mantenere il lavoro”.

I profondi cambiamenti socio-politici che in questo periodo stiamo vivendo ci sembrano anomali e ingiustificati, ma così non è.

Dalle caverne siamo passati ad altissimi grattacieli e poi stiamo arrivando anche su Marte ciò significa che di cambiamenti ne abbiamo già fatti tanti e altri stanno per arrivare, perciò è inutile perdere tempo a cercare spiegazioni filosofiche continuando con un’attegiamento autodisruttivo.

La cosa migliore e organizzarsi in base agli eventi, i cambiamenti possono portare anche vantaggi e opportuunità insperati iniziando proprio da noi, basta semplicemente autovalutarci e troveremo aspetti e attegiamenti positivi da valorizzare di più e circostanze caratteriali negative da smantellare.

Il lavoro è fondamentale per la vita sociale, le nostre soddisfazioni economiche e professionali incidono positivamente sul rapporto che abbiamo con la nostra famiglia, gli amici e i conoscenti. Solo lavorare non basta più e le profonde conoscenze tecniche professionali spesso non determinano una scalata al successo, servono altre doti particolari che ci aiutano a capire chi ci sta intorno e che ci permettono di entrare in piena armonia con noi stessi e gli altri.

L’intelligenza emotiva è il nuovo approccio al lavoro, con i colleghi con i clienti e con i nostri capi. Spesso non ci accorgiamo che un nostro attegiamento fuori luogo guidato solo dall’irrazionalità può distruggere in modo irreversibile le nostre aspettative: molti perdono il lavoro solo per il loro attegiamento fuori luogo… perché?.

Oggi i computer ci offrono una collaborazione importante, ci fanno risparmiare tempo e abbiamo tutti i dati che ci senvono sempre a portata di mano, purtroppo l’opposto ci dice che abbiamo perso la nostra grande guida, quella che ha fatto grandi uomini e donne del passato che agivano e prendevano decisioni senza l’apporto dei PC, oggi non siamo più in grado di ascoltare le nostre sensazioni più profonde che ci potrebbero portare a prendere decisioni superiori e più sentite rispetto a freddi calcoli di possibilità statistica.

Goleman descrive in dettaglio quali sono i nuovi attegiamenti nel trattare con i nostri simili sia in ambito lavorativo che sociale in genere, doti e aspetti essenziali per raggiungere obiettivi importanti.

La struttura dell’intelligenza emotiva personale si basa su:

  1. Area competenze personali:
  2. Consapevolezza di sé
  3. Padronaza di sé
  4. Motivazione

La struttura dell’intelligenza emotiva sociale si basa su:

  1. Empatia
  2. Abilità Sociali

Che cosa occorre per essere i migliori?

In base al proprio ruolo è necessario sviluppare le caratteristiche più idonee, sia che si lavori in piccole società e piccoli gruppi che in grandi multinazionali. Non importa il proprio livello di responsabilità perché ognuno di noi contribuisce alla piena riuscita di un progetto, se non ci fosse il magazziniere come si potrebbero spedire le merci? Se non ci fosse il contabile chi pagherebbe gli stipendi?.

La coscienza di essere sempre adatti al compito che ci viene chiesto di svolgere ci porta ad ampliare le nostre conoscenze. Le persone che non vedono con i propri occhi sviluppano l’udito, l’olfatto e sono in grado quasi di percepire il colore degli oggetti solo toccandoli con le proprie mani, questo dimostra che possiamo sempre sviluppare nuove capacità in qualsiasi momento e circostanza.

Perché le persone più intelligenti nel senso tradizionale del termine non sono sempre quelle con cui lavoriamo più volentieri o con cui facciamo amicizia?

Perché i bambini dotati ma provenienti da famiglie divise hanno difficoltà a scuola?

Perché un ottimo amministratore delegato può riuscire un pessimo venditore?

Perché, sostiene Goleman, l’intelligenza non è tutto.

A caratterizzare il nostro comportamento e la nostra personalità è una miscela in cui il quoziente intellettivo si fonde con virtù quali l’autocontrollo, la pervicacia, l’empatia e l’attenzione agli altri: in breve, l’intelligenza emotiva.

Daniel GolemanDaniel Goleman ha insegnato psicologia ad Harvard ed è collaboratore scientifi co del “New York Times”. Tra i suoi libri pubblicati da Rizzoli, oltre al bestseller mondiale Intelligenza emotiva (1996), ricordiamo Essere leader (2002) e Intelligenza sociale (2006), tutti disponibili anche in Bur.

Lavorare con Intelligenza Emotiva
Come inventare un nuovo rapporto con il lavoro
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One Comment
  1. Secondo me il modo più semplice per ideare un lavoro è quello di basare tutto sulle proprie passioni, proprio perchè soltanto facendo ciò che ci piace possiamo trovare le energie sufficienti alla realizzazione dei nostri intenti. In particolari, costruire una rendita lavorativa basata su quello che sappiamo fare meglio, ci da la certezza di trattare temi di cui siamo profondi conoscitori, essere in grado di prevedere le esigenza della nostra nicchia di mercato e proporre delle soluzioni adatte. Ideare un lavoro significa sopratutto capire di cosa le persone hanno bisogno, e per fare questo serve conoscere perfettamente la tematiche che vogliamo trattare.

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