Tag

, , ,

Michael-Phelps-185x360-14kb-media-3277-media-139668-1219340102

Michael Phelps insegue da sempre il mito di Mark Spitz, quei sette ori con altrettanti record del mondo che Mark seppe conquistare a Monaco 1972, in quella che sarebbe stata in tutto e per tutto la sua olimpiade. Phelps il mito lo ha sfiorato ad Atene (quando tornò a casa con un bottino di 6 ori e 2 bronzi). A Pechino ha puntato al sorpasso per diventare il dominatore assoluto della piscina e della storia del nuoto olimpico.

Aveva dichiarato che in questa occasione avrebbe raggiunto il record, è così è stato.

In realtà, l’inseguimento al primato tutto d’oro di Spitz stava per essere portato a termine già un anno fa, ai mondiali di Melbourne 2007: allora gli ori furono 7, ma proprio la squalifica di Crocker nella staffetta mista mandò in fumo l’aggancio. Senza contare, poi, che l’aver mancato l’aggancio a Spitz durante i Giochi del 2004 fece svanire per Phelps la possibilità di incassare il premio da un milione di dollari messo in palio per l’occasione da un’azienda americana.

Che il libro dei primati relativi a questo fenomenale 23enne di Baltimora – alto 193 centimetri per 88 chili e con un’apertura alare di 198 centimetri e gran divoratore di zuppa di cozze – vada costantemente aggiornato non è comunque certo una novità.

Prendete ad esempio lo scorso 30 giugno. Michael scende in acqua nel giorno del suo 23esimo compleanno proprio nel vivo dei trials di qualificazione americani ad Omaha, in Nebraska. È la giornata inaugurale, e Michael è pronto a giocarsela sui 400 misti con uno dei suoi avversari più accreditati, Ryan Lochte. Atmosfera perfetta per quella che, a posteriori in molti definiranno “The perfect race”: e allora Phelps non si tira indietro e stampa vittoria e primato mondiale, trascinando sotto il precedente record (sempre da lui detenuto, ovvio…) anche il rivale Lochte.

E dire che, come capita spesso in questi casi, quando mamma Debbie lo portò per la prima volta in piscina, a sei anni, sulle orme delle sorelle maggiori Hilary e Whitney, il piccolo Michael non ne voleva sapere di bagnarsi e tuffarsi sott’acqua.

Oggi Michael si allena duramente ogni giorno sotto gli occhi esperti di Bob Bowman, il tecnico che lo segue fin dal 1996, quando Phelps entrò a far parte del North Baltimore Acquatic Club.

Annunci