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Un lavoro, una carriera manageriale invidiabile già a soli 30 anni, una casa di lusso, la possibilità di viaggiare e ogni agio che tutti vorremmo. Possono bastare per vivere?

La domanda sembra assurda, da matti, si potrebbe azzardare, eppure c’è chi la risposta l’ha data, dicendo basta a tutto questo, un basta definitivo che ha voltato le spalle allo stress quotidiano di rincorsa al successo perché ha preferito vivere ed essere felice.

È Simone Perotti il coraggioso in questione, colui che ha deciso di creare il proprio destino con la propria testa e con la propria volontà. Lo stesso che si è reso conto che «lavorare per consumare non rende felici»; così ha preferito uscirne, e da schiavo è diventato libero. Ma in che modo?

Ci spiega che l’aver vissuto in un periodo stagnante (post Sessantotto), dove non c’era motivo di combattere, non c’erano stimoli perché la normalità era studiare, laurearsi, fare master e specializzazioni, dove ogni cosa era già letta, riscritta, inventata da altri, e dove la generazione in questione era sconfitta in partenza perché formata da uomini incapaci di sostenere responsabilità, l’unica cosa da fare era lasciarsi guidare dal tempo e dagli eventi. Peccato (o per fortuna!) che è durata poco la rassegnazione!

Così, di punto in bianco, dopo averci pensato su neanche tanto è parso naturale, per un essere pensante e razionale, dire basta! Basta al frequentare le persone che non abbiamo scelto, basta ai modelli del consumismo, basta all’amore pilotato dal 740, basta alla schiavitù del quotidiano stress, basta all’appiattimento sociale che omologa persone costrette a seguire le tappe fondamentali della vita (laurea, lavoro, soldi, matrimonio, figli), basta alla dipendenza da ansiolitici.

Ma soprattutto basta a chi sottrae tempo alle passioni e alla voglia di dedicarsi a ciò che piace.


Il nostro autore però è ben chiaro nel suo dire. Infatti considera che una delle cose fondamentali per perseguire la propria filosofia di vita è la scelta. Infatti, ribadisce, «un conto è lasciare il lavoro, un conto è perderlo». Quello di cui si parla in questo libro è la decisione chiara, desiderata, che fa riferimento alla propria volontà. Per cui al di là di come vada, ognuno deve rimanere responsabile di ciò che ha scelto-desiderato. In ogni situazione bisogna essere convinti. Altrimenti si rischia la schiavitù nell’estremo opposto.

«Un uomo demotivato sarà infelice dovunque, salvo per l’istante della novità».

Il messaggio è immediato: per ricominciare non bisogna necessariamente andare nell’altra parte del mondo, perché si tratta di una questione tutta interiore. Quello che Perotti propone e racconta è una rivoluzione interiore, un downshifting (scalare la marcia, rallentar il ritmo) obiettivo ma soprattutto libero anche perché, in ogni percorso, l’importante è cominciare. Lui l’ha fatto, dedicandosi alla scrittura, alla navigazione e a qualche lavoro occasionale, e noi: siamo pronti?

Adesso Basta

Lasciare il lavoro e cambiare la vita

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