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Vista la grande crisi economica che ormai è di casa come lo zerbino, il tempo ha pensato che ormai eravamo pronti ad affrontare qualsiasi evento innaturale, così ha inviato qualche chilo di neve con contorno di freddo siberiano: bello vero?

Smaltita la grande eccitazione per l’abbondanza di zucchero a velo sparso ovunque tutti si aspettavano che sarebbe arrivato l’uomo della pasticceria a raccoglierlo, ma così non è stato.

Dalla prima imbiancata passano le ore ma non le trascorrono in modo felice gli ospedali, polizia, pompieri e altri corpi dello stato perché sono invasi da chiamate che arrivano da ogni angolo della terra Italia, in pratica tutti chiedono soccorso anche per spalare la poca neve presente davanti al portone.

Qualcuno del “circo equestre governo” aveva assicurato che erano pronti a qualsiasi evenienza e che gli Italiani  avrebbero ricevuto tutta l’assistenza necessaria, era naturale aspettarsi tante chiamate da parte dei cittadini: le promesse si mantengono.

A questo punto facciamo un breve resoconto, allora:

A)   La pensione si può solo sognare la notte (se riusciremo a dormire)

B)   Il posto fisso è monotono e si sa che la monotonia innesca lo stress

C)  Per le calamità naturali non conviene intasare le linee telefoniche, rispondono solo per assicurare che sono lì ma che cosa facciano rimane un mistero.

 Questa è una panoramica sulla situazione sociale Italiana, meglio ancora descrive le prospettive future, se molti erano allarmati sulla fine del mondo prevista nel 2012 siamo più che serviti solo che, ancora una volta, qualcuno si prende gioco di noi e credo che questa entità si diverta a distruggere più l’essenza morale che quella materiale quindi niente crolli di montagne e città distrutte, continueremo a vivere; quindi è necessario organizzarsi al meglio.

Nel 1945 finita la guerra i nostri nonni non si sono lasciati impressionare dai detriti delle case distrutte, con la pala e il piccone hanno ripulito tutto e poi con la cazzuola sono stati in grado di ricostruire le case per la loro famiglia, a quei tempi non esisteva la protezione civile (e menomale altrimenti stavamo ancora lì).

Il fattore principale che mise in moto l’efficienza individuale fu la guerra, morte e distruzione fecero capire che non era la migliore strategia per vivere bene e che se volevi vedere sorgere il sole dovevi rimboccarti le maniche della camicia.

 La globalizzazione è stata una cattiva idea, i buoni interessi di questa strategia hanno creato beneficio solo a pochi. Abbiamo seguito tutti lo stesso modo di vivere, pensato e agito come unica entità, l’effetto domino è stato inevitabile se uno cade seguono gli altri per questo è necessario cambiare prospettiva, come fecero i nostri nonni, iniziando dal mondo del lavoro che è quello che sostiene i sogni e le speranze, ma soprattutto è indispensabile ricreare la forza dell’individualità che unita ad un buon gruppo di lavoro crea grandi opportunità di sviluppo.

Le grandi scoperte sono state fatte da singoli individui, spesso con pochi mezzi economici e logistici. Alcuni di loro erano oggetto di divertimento per tutti quelli che non credevano in un futuro migliore. Grazie alla grande visione dei fratelli Wright oggi ci possiamo prendere il lusso di andare in giro per il mondo in poche ore, se avessero aspettato l’aiuto di qualcuno probabilmente gli aerei sarebbero rimasti solo un sogno.

Non aspettiamo che qualcuno spali la neve per noi, anche se non siamo bravi impareremo e questo ci insegnerà che nel momento del bisogno, in attesa dei soccorsi, potremo sempre contare sulle nostre innate capacità personali.

E mentre si discute se è ragionevole eliminare la tendenza del posto fisso ci sono alcuni settori dove si va avanti “e alla grande”:


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